Ustioni solari e stress da caldo

Un irraggiamento eccessivamente intenso, unito a temperature elevate, può provocare il cosiddetto “sunburn”, con ustioni che inizialmente si presentano come macchie decolorate molli, dopo pochi giorni possono assumere consistenza cartacea e portare all’imbrunimento ed alla necrosi dell’epidermide.

Temperature sopra i 48°C della parte esposta al sole del frutto, causano la morte termica delle cellule del mesofillo fogliare e la conseguente necrosi dei tessuti.
I danni che si verificano su vite, frutti ed ortaggi provocati dalle ustioni solari sono sempre più frequenti e l’utilizzo di determinati corroboranti, come la Polvere di Roccia Chabasite, risulta essere un’arma valida ed efficace per prevenirli.

Unitamente ad una corretta ed equilibrata nutrizione minerale delle colture, da inizio invaiatura, quando l’esocarpo dei frutti inizia a diventare più tenero e più soggetto a stress abiotici, la Polvere di Roccia Chabasite, ottenuta dalla macinazione meccanica di zeolite a prevalente contenuto di chabasite, grazie alla presenza di moltissimi spazi vuoti all’interno della struttura, favorisce numerosi fenomeni fisici come l’alta capacità igroscopica e lo scambio cationico.
La sua micro struttura cristallina cubica protegge le foglie dagli stress da calore e dagli stress da freddo contenendo l’escursione termica. Una volta distribuita sulla vegetazione è in grado di riflettere i raggi infrarossi, abbassando così la temperatura dell’esocarpo e degli organi vegetativi trattati.

La Polvere di Roccia Chabasite è micronizzata, può essere distribuita con tutti i tipi di atomizzatori ed è miscibile con la maggior parte degli agrofarmaci impiegati in agricoltura. Per massimizzare l’efficacia dell’intervento è consigliabile effettuare i trattamenti prima che la temperatura dell’aria superi i 28 °C e garantire l’uniformità di distribuzione del prodotto in particolare dopo sfogliature e cimature estive.

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